Mon 21 December

Breve storia del menù hamburger

L’utilizzo del menù hamburger è ormai ampiamente diffuso ed è presente in app, in versioni mobile di siti e, spesso, anche nelle versioni desktop degli stessi. Ma quali sono le sue origini?

L’icona è stata creata dal designer Norm Cox per la Xerox Star, prima user interface grafica al mondo. Il simbolo doveva essere estremamente semplice, funzionale, immediato e doveva rappresentare l’aspetto che avrebbe avuto la lista del menu una volta aperto.

hamburger

Dopo la Xerox Star l’icona è tornata in uso con l’avvento degli smartphone: i designer avevano bisogno di una buona soluzione per riuscire a gestire contenuti in uno schermo di soli 4 pollici. Non è chiaro quale sia stata la prima app in assoluto ad utilizzare l’hamburger come menù, ma possiamo ricordare le Memo Vocali di iOs e tweetie per iPad.

Ad incentivarne l’utilizzo è stato Facebook sostituendolo all’icona a griglia nel 2010, ma la vera ragione della sua popolarità sembra essere Apple: l’inserimento dell’icona nella sua interfaccia ha dato il via a una diffusione crescente e sempre più rapida.

PRO e CONTRO

L’icona, indicativa di una semplice lista, ha da sempre sollevato grandi dibattiti e discussioni sul suo impiego rapportato alla User Experience dividendo il mondo di UI e UX designer tra amore e odio. Non essendoci delle reali conclusioni a riguardo, analizzeremo i principali pro e contro sintetizzati

Contro

– non è intuitivo per tutti gli utenti. Risulta di facile lettura solo per un target giovane o tecnologicamente alfabetizzato.
– nasconde, l’utente non ha un’idea immediata dei contenuti.
– tendenzialmente non c’è una vera e propria gerarchia di importanza dei contenuti

Pro

– è una buona soluzione per ottimizzare la navigazione mobile
– permette di avere al suo interno un’elevata quantità di contenuti
– la navigazione può avere flussi ben definiti

Le nostre conclusioni

Ogni progetto, app o sito, presenta esigenze e caratteristiche uniche. L’uso del menù hamburger non si può considerare giusto o sbagliato a priori, ma va stabilito analizzando i vari aspetti dei singoli progetti come, ad esempio, il target a cui si rivolgono o la quantità e tipologia dei contenuti presenti.