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August 21, 2014

New iPad: io ti amo poi ti odio poi ti apprezzo

Forse questo articolo sarà off-topic ma potrebbe interessarvi lo stesso. Settimana scorsa ho acquistato il nuovo iPad per la mia ragazza. Non è la prima volta che prendo in mano un iPad, d’altronde ce l’abbiamo anche in ufficio a disposizione di chi volesse farne uso. Stavolta però sembra che abbia una sua magia. La mia ragazza è un’appassionata fotografa e avere la risoluzione così alta (2048×1536) torna utile per le sue foto e portfolio. Tap tap tap. Ecco che inizia questo ticchettio, e comincio ad avere la sensazione che sarà un suono che mi accompagnerà per un bel periodo. E infatti in pochi giorni vedo che viene portato ovunque si vada: in ufficio, al bar, in cucina, in salotto, in camera da letto… e addirittura in bagno!

Un’esagerazione!

Non fraintendetemi, oltre che informatico sono un appassionato Mac user, ma vedere questo aggeggio sempre in mano mi stava dando sui nervi! Poi c’è mia figlia, 5 anni, che appena ha visto il nuovo giocattolo ha sbarrato gli occhi, riempendoli di un entusiasmo galattico. Tap tap tap. Ecco che parte con disegni e giochi, inizia a scattare foto qua e là infastidendo pure il cane. È affascinante come una bambina così piccola sia tanto predisposta ad usare un oggetto così avanzato.

New iPad

E poi… bè, poi non ho più resistito: quando ho avuto la possibilità di averlo tutto per me, voilà, ho iniziato a studiarmelo a fondo. Prima la dimensione e il peso, poi il funzionamento. Wow! Il nuovo iPad ha una retina pazzesca, la nitidezza delle foto è straordinaria e le applicazioni sono fatte molto bene. Inizio a smanettarci finché decido di scaricarmi un gioco. Tap tap tap. Che dire? Il mio scetticismo è svanito seduta stante. Il risultato è che ognuno di noi in famiglia aspetta il proprio turno per il “quarto d’ora d’iPad” (ok, magari anche più di un quarto d’ora).

Certo, non è un computer – e non sarà mai in grado di prenderne il posto – ma avere internet, giochi ed e-book sottomano con un semplice tap… tutto questo aiuta l’aggeggio firmato Apple a diventare qualcosa di (pressoché) indispensabile.

Non trovate?