Quest'anno il regalo di Natale non lo facciamo solo ai nostri clienti, ma a tutti coloro che navigano in rete e usano Wikipedia. Abbiamo infatti deciso di effettuare una donazione a Wikimedia Foundation, organizzazione internazionale no-profit che si occupa di gestire alcuni tra i più grandi progetti di collaborazione del mondo tra cui, appunto, proprio Wikipedia. La sterminata e folle enciclopedia che porta questo nome – 470 milioni di utenti mensili, 5° sito più visitato del pianeta, disponibile in 270 lingue e con quasi un milione di voci solo in Italia – sta chiedendo in questi giorni, attraverso la voce e i volti dei suoi stessi creatori e collaboratori, un aiuto economico a chi ne ha la possibilità.
È per questo che DiGiness ha colto l'appello: non perché “fa figo essere buoni a Natale”, ma perché è Wikipedia ad essere figa. Basti pensare che dietro questo strepitoso e vastissimo progetto c'è uno staff di soli 95 dipendenti, e che il numero di server su cui può contare il team è di appena 679 unità. Entro pochi mesi Google arriverà ad averne un milione, di server. E mentre il mondo intero si spreme le meningi su come combattere la crisi e tornare a pronunciare la parola profitto, ecco che Wikipedia rifiuta pubblicamente qualsiasi forma di pubblicità, chiedendo a tutti i diretti interessati – noi e voi che leggete – un piccolissimo aiuto.
Coerentemente con la filosofia pubblica, più che democratica, di Wikipedia, stiamo vedendo nelle ultime settimane i primi piani di alcuni degli impiegati, i pochi che hanno uno stipendio vero. I loro appelli ci ricordano che al mondo c'è ancora chi riesce a combinare qualcosa di buono, qualcosa che serve alla comunità, che non ha alcun secondo fine, che contribuisce al benessere di tutti, che si impone a dispetto di ogni altro tentativo come un mezzo per la conoscenza di oggi e di domani.
Molto tempo fa – si legge nell'appello del programmatore Ryan Kaldari – abbiamo deciso che la condivisione delle informazioni e l'istruzione delle persone sono più importanti del fare soldi. Oggi, noi che di quelle informazioni e di quell'istruzione siamo i primi beneficiari, facciamo in modo che tutto questo continui.